Fee-Only Summit 2025, dati e futuro dei CF autonomi, secondo Armellini, Romano e Mainò

I tre fondatori di Consultique hanno aperto i lavori della due giorni di Verona

Un futuro della consulenza finanziaria sempre più indipendente, tecnologico e trasparente. È questa la direzione indicata da Cesare Armellini, Giuseppe Romano e Luca Mainò di Consultique, in apertura del Fee-Only Summit 2025 di Verona, il principale evento annuale italiano in tema di advisory a parcella.

Il percorso compiuto dalla categoria dei consulenti indipendenti è stato subito rivendicato dal presidente Cesare Armellini (in foto sopra) ha rivendicato con orgoglio la crescita di un’avanguardia di professionisti un tempo guardati con ostilità dall’industria italiana (basata sul modello delle retrocessioni) ma che negli anni è stata in grado di sostenere e dare credibilità a un modello differente. Oggi in Italia si contano oltre 100 società di consulenza indipendente operative e un totale di professionisti in crescita, con un’età media che si è abbassata da 49 a meno di 44 anni.

Un segnale, ha spiegato Armellini, che la professione sta attirando sempre più giovani e che la logica della parcella si sta affermando come standard internazionale. Un cambiamento culturale, più che normativo: “Abbiamo creato una nuova categoria, ma soprattutto una nuova cultura. Chi prima ci guardava con sospetto ora ci cerca”.

Accanto alla diffusione dei modelli fee-only, Armellini ha richiamato l’importanza delle certificazioni internazionali, in questo caso la CFP, già in crescita anche in Italia, come garanzia di qualità per i clienti. E ha sottolineato il ruolo delle nuove normative europee – dalla Retail Investment Strategy alla futura PSD3 – che, rafforzando la trasparenza, di fatto consolidano un modello che gli indipendenti praticano da sempre.

Il direttore dell’Ufficio Studi, Giuseppe Romano (in foto sopra), ha invece puntato i riflettori sulla rivoluzione tecnologica. L’intelligenza artificiale, ha spiegato, è già oggi in grado di monitorare 4.000 siti internazionali, elaborare 100.000 news al giorno e supportare l’analisi predittiva dei mercati.

Romano ha illustrato i progetti in corso di pianificazione finanziaria conversazionale, un modello in cui AI e consulente interagiscono insieme ai dati del cliente per costruire strategie personalizzate. Non una sostituzione dell’essere umano, ma un’alleanza: “Non è uomo contro macchina, ma uomo più macchina”.

Accanto alle opportunità, restano però nodi aperti: dalla compliance (chi è responsabile di una raccomandazione generata dall’AI?) alla privacy dei dati sensibili. Sfide che richiederanno regole chiare, formazione continua e la capacità di utilizzare la tecnologia come leva di produttività senza rinunciare al valore relazionale.

A chiudere, Luca Mainò (in foto sopra), che ha posto l’accento sui modelli di remunerazione. Dopo 25 anni di attività, ha ricordato, l’Italia sta convergendo verso la consulenza a parcella, con formule diverse: dal fee on top (commissioni più parcella) al fee-only full independent, il modello puro promosso da Consultique.

Mainò ha ribadito che solo quest’ultimo assicura indipendenza reale e trasparenza totale, mentre i modelli ibridi rischiano di generare confusione. “Oggi anche sui social i consulenti indipendenti vengono attaccati – ha osservato – ma dobbiamo rivendicare con orgoglio il nostro ruolo e la libertà di esprimere il valore del nostro lavoro”.